Culture Fotografiche: Angela Maria Antuono, la Fotografa dell’Altrove

Angela, fotografa dell’altrove, traghettatrice di sopravvivenze e identità perdute, di ritualità ancestrali sedimentate nell’inconscio.

Fotografa dotata di una “seconda vista” che fa breccia sull’infinito ed eterno quotidiano muro del tempo, capace come pochi, di portare alla luce “i contenuti fantastici e alienati” dell’universo interiore.

Angela cercatrice di memoria da sottrarre all’attualità del presente è portatrice di visioni miticizzanti del reale magicamente risvegliato dal dispositivo fotografico.

La sua scrittura incontra il Tempo, e nel silenzio assoluto, nel silenzio immobile del fotogramma – come nelle opere d’arte figurativa – avviene il necessario trionfo del Tempo inarrestabile per attingere alla meta dell’Eternità.

Niente è più silenzioso del passaggio del Tempo che ci sfiora; sempre presente, talmente presente da farsi dimenticare. Il Tempo non teme la Morte, e le concede tutto lo spazio e il tempo che vuole, quando vuole e come vuole.
A suo arbitrio.

Il Tempo la favorisce, mai l’arresta.
Il Tempo che genera Verità, genera anche oblio, che occulta la Verità, e per questo Angela fotografa la memoria che ricorda il passato, e da essa prende la vita.
L’immagine fotografica non è imitazione del reale, ma immagine simbolica che vive nel mondo dell’immaginario, è cioè sogno poetico, e si posiziona pertanto, nell’altrove, nel labirinto della profondità interiore.

Questa è la fotografia di Angela Maria Antuono.

Gabriele Agostini