Photopoetry: il dibattito poetico finale

Tante fotografie anche inedite, testi e poesie per un incontro magico di due ore di cui ancora parliamo sommessamente tra noi.

Ma ecco il succo della meravigliosa serata “performance” che ci ha regalato Gabriele.

Un viaggio privo di meta, un viaggio per viaggiare, un viaggio senza ritorno dove l’Arte si scopre essere l’unico luogo rimasto dell’anti-specialismo.

Diceva Brodskij “ l’Arte imita la morte”… imita cioè il regno di cui la vita non può offrire alcuna nozione

“La fotografia è uno stato dell’essere, è scoperta di sé.

È emersione del subcosciente e dell’occulto, è rottura di momenti apparentemente impenetrabili.

Più vicina al sogno dunque, dove vita e morte si intrecciano e coesistono costantemente.

Uno sguardo interiore, un attraversamento nell’invisibile, nell’impensabile e nell’indicibile”.

Gabriele Agostini

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Molti sanno del profondo amore che abbiamo per Mario Giacomelli,  e Rosita Tomasetta ex allieva di Gabriele,  rapita come me dall’immagine del Maestro Giacomelli scrive:

“C’è chi nelle foto ci entra così dentro sino a farsi immagine poetica. ”

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Poi ho mandato un post a  Simone Giacomelli  che abbiamo avuto il piacere di conoscere alla mostra che si tenne a Palazzo Braschi  di Roma nel marzo 2016, che ha subito capito,   ed ha risposto:

L’ombra è testimone della sensibilità del corpo, che diventa un nuovo grande dettaglio nella realtà complessa dell’immagine, rivelando, mi sembra, la “presenza” come elemento interno ed esterno al contempo. Il mondo è immagine, nei migliori dei casi, e rappresentazione in altri. Complimenti per il vostro continuo lavoro e amore.

Tutto il resto non conta più.

Luisa Briganti

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