Ho fatto il mimo e ti racconto come

Ho fatto il mimo e ti racconto come.

40 anni Ro’

dove

Rumore di Fondo | via di Monteverde 57/A – Roma

quando

Venerdì 22 novembre 2013

Ore 18:30

Immagine 

Quando c’è fretta nel realizzare non si realizza.

La realizzazione viene dal pensiero.

Il pensiero è lento. Io sono più lento del pensiero.

Romano Rocchi

 

Il CSF adams in collaborazione con l’associazione Rumore di Fondo festeggia Romano Ro’ Rocchi “mimus” di professione e i suoi quarantanni nel mondo dell’arte.

Venerdì 22 e Domenica 24 Novembre Ro’ Rocchi ci condurrà nel suo mondo, il cui linguaggio è intriso di impressioni ed espressioni. Le fotografie, le performances e le installazioni che fanno parte dell’evento trovano forza nelle parole che Fabio Mauri usò per descrivere uno dei lavori di Romano Rocchi “Suicidio Rosa”, evento in cui le arti visive venivano teatralizzate sul palco:

“I linguaggi visti come pura attitudine

rubano all’espressione il tema, che è

l’essere, e la natura della creatività

stessa. Un tentativo di riaccostare o

far uso simultaneo di più linguaggi

espressivi può ragionevolmente vedersi

come il tentativo di ricomporsi dell’essere.”

 

Fabio Mauri-Riflessioni antiscientifiche ‘84

 

Negli spazi dell’associazione Rumore di Fondo si assisterà a un connubio tra le varie arti: nelle performance si vedrà “dialogare” il corpo del mimo Romano Rocchi, con Cristiano Argentino (contrabbasso), Dario Gizzi (baritono), Franco De Vito (tastiere), Roberto De Fazio (showman), Claudio Matelli (sax), Alessandra Sangati (danzatrice), Jenny Sorrenti  (vocalist), Gabriella Tupone (mezzo soprano). Durante le serate, essendo l’evento strutturato come una grande festa, gli amici artisti di Ro’ Rocchi ci allieteranno con piacevoli incursioni.

 

Da cornice a questo variegato ensemble, le  immagini della vita dell’artista:

una serie di scatti del fotografo di scena Guido Simonetti, che lavorò con Federico Fellini e Cesare Zavattini, oltre che di Fabrizio Garghetti, Pino Le Pera, Pinella Palmisano e Paolo Pellion di Persano.

Il passato, quasi storicizzato segna la strada sulla quale si innestano i nuovi ritratti fatti al mimo. Gabriele Agostini, Vanessa D’Orazi, Marco Di Meo e Silvia Zanconato hanno fotografato Romano Rocchi, il cui volto, oggi, rappresenta uno dei più alti livelli a cui la mimica teatrale possa aspirare: rughe, movimenti, lampi di luce colti nelle espressioni di Romano Rocchi, che in quarantanni di carriera ha fatto del suo volto, del suo corpo il vero linguaggio, quello che, anche nella finzione scenica, non può altro che dire la verità.

Cenni biografici: Romano Ro’ Rocchi nasce a Teramo. Nel 1971, rientrato da Londra, lavora con lo scrittore Sebastiano Vassalli, per il quale mette in scena nel duplice ruolo di interprete e regista, “L’uccello di Dio”. Nel 1973 inizia una collaborazione con il musicista e compositore Antonello Neri e lo storiografo Luigi Maria Musatti. Fonda, insieme agli altri due, il “Gruppo Tre”, e dopo un’approfondita ricerca sul linguaggio del corpo da’ vita a “Mimus Mimus”, spettacolo dove si evidenziano le tecniche applicate sul corpo inteso come strumento musicale all’interno di una partitura che lo gestisce.

Nel 1974 fonda Il Cielo, atelier teatrale di ricerca musicale. Continua la sua ricerca sul “Mimar di Musica”, lavora con varie formazioni musicali: Canzoniere del Lazio, Nuova Consonanza, Musica insieme, I Solisti di Roma, ecc. Nel 1982 si avvicina al Multimediale e l’anno successivo nasce “Suicidio rosa”. Nel 1988 viene invitato con lo stesso spettacolo al teatro “La Mama” di New York, dove raccoglie il plauso dei critici e del pubblico, accompagnato dai musicisti Antonello Neri, Marcello Vento e Vincenzo Moretti, trampolista. Tra il 1987 e il 1991 con Mario Paliano, batterista della Scuola Musicale di Testaccio, unico elemento europeo dei gruppi di percussioni senegalesi “Roots & Culture” e “Takoma”, concretizza il progetto-laboratorio degli “Improvvisi” insieme all’attrice Dusca Bisconti e la danzatrice Ingrid Golding.

Nel 1994 mette in scena una drammatizzazione di Massimo Giannotta dal titolo “La ballata del vecchio marinaio”, dedotto dal testo di Samuel Taylor Coleridge, con le musiche di Tonino Amendola e le scene di Piero Fornai Tevini. Attualmente collabora con la cantante Jenny Sorrenti e la sua band.

Il nome Romano Rocchi si è spesso abbinato a quelli di Jean Louis Barrault, Roy Bosier, Marcel Marceau e Moses Pendleton.

 

 

Per informazioni:

 

Centro Sperimentale di Fotografia Adams

Via Biagio Pallai 12- Roma

tel-fax 06/5344428

e-mail: csfadams@tiscali.it

http://www.csfadams.it

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